Un caffè al sole
È l’una e un quarto e sono ancora sveglia. Mi devo risvegliare alle quattro e mezza, massimo le cinque per la preghiera ma non riesco a dormire. Sarà il caldo o la puntata che sono solita guardare prima di andare a letto ma oggi non ho avuto voglia. È stata una bella giornata. Sono stata all’università (avevo sorveglianza) che mi diverte molto: la sensazione di dover essere responsabile ma nello stesso tempo pietosa, delicata materna. Mi rivedo molto nelle facce dei ragazzi che danno le prove scritte fra i banchi.. Tutti assorti in corsa contro il tempo. Mi ricordo le nottate a studiare, l’ansia delle vigilie di tutti gli esami importanti che ho dato; la voglia di farcela, di non sbagliare virgola, di ottenere i massimi voti…
Non riesco a dormire, dicevo. È stata una bella giornata, mi sono vista con mia collega/amica. Era tanto tempo che non ci vedevamo con la grazia di soffermarci a parlare, a prendere un caffè insieme. Siamo andate ad un Bar proprio davanti a uno dei club più grandi e più vecchi del Cairo. Un posto unico e carino soprattutto che si chiama Costa. Già il nome, con il logo e le decorazioni tutte di legno e dominante colore azzurro, fa pensare al mare, alle navi che intraprendono grandi viaggi. Alla sabbia scottante di piena estate. Mia amica, accendendo una sigaretta, parla di quel … di suo ragazzo che era sparito senza nessuna spiegazione. Io, dispiaciuta e cercando di consolarla le rispondo: “Niente di strano, è la maniera più comune per farti capire…. Fregatene!”. Parliamo anche di lavoro, del fidanzamento di sua solrella, di malattie e di morte. Mia amica ed io ci mettiamo quasi un’ora per finire io il mio caffè e lei il suo gelato. Un’aria intensa ma delicata avvolge la nostra tavola. Come se io e lei siamo prese in un’inquadratura da film. Per un attimo il tempo si ferma. Mi sembra che di questo vero momento mi ricorderò per sempre: la faccia di mia amica cresciuta, senza trucco annebbiata dal fumo della sua sigaretta light. Lei che per me aveva giocato diversi ruoli e che ora la vedo – ci vedo – con occhio diverso… Io e lei, sempre lì sedute a tavola con quei pochi ma forti raggi di sole che penetravano discretamente il posto.
