Cara Fanciullezza!

È una vita che non ho postato qui dentro ma stasera, improvvisamente dopo tanto silenzio che ho creduto che sarbbe durato all'infinito ho voglia di scrivere. Oggi, dopo tanto silenzio ho rotto un guscio, una barriera invisibile che mi ero innalzata fra me e il mondo. Il motivo è troppo semplice anzi anche banale un invito da una caria amica al facewbook ma il fatto è che questo invito viene a coincidersi con la ripresa dell'anno accademico subito interrotta per le feste qui. Tanti e tanti giorni in cui non facevo altro che stare accanto a mio papà che non sta molto bene. Giorni in cui ho toccato con mano l'amarezza del sentirsi male e piuttosto del vedere stare male una persona a te cara. Va bene sto sprofondando nel tragico questi ultimi post ma sono i casi della vita cui continuo ad essere comunque grata e prima di essa a Dio che non finisce mai di mandarci segni, simboli ed insegnamenti con la maestà del suo divino essere che guarda e provvede con alquanta misericordia a noi. Stasera mi sento finlamente più calma, più aperta alla vita. Mi sento più fanciulla, ecco.
Mi congedo con questa frase mentre sto guradando la foto scattata il pomeriggio a mia nipote con la piccola faccia di lei ripresa di profilo contro le sbarrette del balcone. Quanto è bello guardarla. Chissà cosa pensava, quali piccole/grandi idee potevano girare per la sua piccola e tenera testa a prosposito di questo mondo!