Sulle Onde del Mediterraneo

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venerdì, 15 settembre 2006

Un pomeriggio al mare

Mara che piange e grida al mare. Che tesa come una corda di violoncello, sa sorridere; piegare in una materna smorfia i dolori degli altri. Ma quello suo, stranamente non sa. Certi momenti si rallegrava come una ragazzina. Salterellava di gioia, leggera come una piuma. Ma quando il dolore la prendeva, si invecchiava. Sembrava, in un attimo, il tempo, la cattiveria del tempo le solcasse il bel viso di rughe. Corrono veloce. Scavano, scavano. Come in una terra inaridita che si crepava. Assetata, deperita. Senza vita.

Oggi Mara è andata al mare. Da sola. Tremava al vento, tanto siamo a settembre e l’inverno si intravede già. Pecorelle di nuvole annerivano il cielo. Ma non impedivano i raggi del sole. Nessuno li può impedire. “Nessuno”, pensava nel suo dolore. Mara era andata al mare cercando un sorriso, un bambino, un aquilone. Prima, si è fermata fuori, fra l’asfalto e la sabbia. Si dilettava del paesaggio da lontano, che le pareva come un palco immenso con sopra onde di seta smeralda.
Pensava, sognava di prendere i suoi dolori e buttarli al mare. Ecco perché le piaceva andarci correndo, come al paradiso dopo una lunga e lenta Via Crucis. Era lo sfocio dei suoi pesi.

Si sedette per un po’. Venti minuti, non si ricorda più. Poi il buio. Se ne andò. Leggera. Tanto i pesi li ha lasciati lì, seppelliti al mare.

postato da: verginia alle ore 19:57 | link | commenti (6)
categorie: raccontini
domenica, 03 settembre 2006

Allo specchio del tempo

Ho paura di essere tradita, delusa, ferita.
Ho paura di non essere all’altezza dei sogni che ho
Ho paura che il mondo rimanga così com è
Che cambi, se per il peggio sarà
Ho paura di non essere giusta
Di non aver capito un giorno ciò che veramente volevo
Ho paura di sprecare i giorni miei, di lasciarli andare via senza nessun motivo
Senza nessuna ragione di esistere
Ho paura che questo mondo non sia quello vero; quello che tanti anni fa immaginavo che fosse
Ho paura che il tempo sia solo un brutto scherzo
E gli attimi dell’orologio siano una falsa minaccia
Che il tempo non vada più avanti
E il ritmo si arresti in un doloroso assurdo giorno
Che non conosca più fine!
Ho paura che le mie stesse parole non siano la traduzione dei sentimenti miei
che il mio essere sia in qualche parte lontano da me
Che il mio furore dietro idee e convincimenti sia vano, delebile
Che le regole siano false, personalizzate
Che l’ultimo dei ritrovamenti sarà il deriso schizzo preliminare
Ho paura che tutto non sia come penso
Che sono io stessa lo scherzo di ciò che un giorno avrei potuto essere
Ho paura di me!

postato da: verginia alle ore 16:19 | link | commenti (1)
categorie: pensieri vibranti