Valico
Non so proprio da dove cominciare. Sono un pò di giorni che ci sto pensando a scrivere questo post senza neanche sapere bene il perchè! Sarà la famosa domanda di Bonolis "E lei quale è il Suo senso della vita?" Bella domanda eh... per cui ci vorrebbe appunto "una vita" per rispondere!! Ma purtroppo a noi umani condannati all'inevitabile fine della morte non ce lo possiamo permettere questo gaudio di esprimere cioè il giudizio a sipario calato. Quindi ce la spassiamo qua nel limbo, nell'anticamera dell'aldilà (per chi ci crede ovviamente!) ce la spassiamo ciascuno a modo suo: chi si ammazza di lavoro mettendo in testa alla classifica villa, macchina e vacanze ogni estate in un paese diverso magari un'isola da sogno, chi vive come condannato.. come se questa vita non gli darà mai ciò che vuole, chi per divertimento alla giornata fregandosi di tutto... Per me posso dire che sono un pò di tutto questo mixato a dovere. Lavoro. Perchè così mi sento viva, utile dando quel mio piccolo contributo a far girare il mondo. Dalla vita a volte non m'aspetto più niente tante volte però di tutto. Penso alla giornata secondo le mie dimensioni del tempo: infinito rotondo ;) Certo che non è sempre rosa, che i bassi si fanno sentire (a volte in modo pesante) ed è questo che mi è successo due giorni fa!
Mi sveglio stanca aprendo a stento gli occhi come se alzando queste palpebre farò filtrare dentro tutto il malessere del mondo. Un dispiacere indicibile alla sola idea di aprire questa finestra, lasciarmi rovinare la tranquillità (come se di questa ci fosse tanta!) dai rumori del mondo. Eppure accetto la sfida, mi alzo, passando le mani nei capelli scompigliati da chissà quanta agitazione mi aveva regalato qualche bell'incubo di cui non ricordo niente salvo il "sereno" impatto che sento. Basta sì mi alzo.
Dopo un pò di viavai di pensieri m' accarezza l'idea di uscire! Uscire? Bè, intanto si era fatto vedere il sole che da un pò aspettavo e oggi con quell' umoraccio studiare qui chiusa non darà buoni frutti. Allora, a spasso!
Cammino entusiasta, decisa, quasi sorridente ai raggi del sole che mi illuminano il viso dando una certa gioia al mio cuore ancora un pò al buio. Il sole è forte e io mi ero imbotita di maglie, maglioncino, una bella giacca. Soffermatami a guardare il fiume che scorre lì sotto il ponte, mi tolgo la giacca. Il che mi dà una sensazione di libertà, di deliziosa leggerezza. Mi slancio a riprendere la mia passeggiata con la giacca in mano e il maglioncino lungo color panna che mi copre delicatamente i fianchi stretti nei Jeans. Cammino, quasi corro. é bello sentirmi qui sul ponte di traverso sopra il fiume che chissà da quanto tempo scorre portando suolo alle vecchie rive facendovi sbocciare erba e piante. A guardarlo così sembra il collo di una raggazza adagiata sul droso a capelli sciolti che si estendono a ventaglia sul cuscino fra cui scivolano i pensieri in un flusso sereno, adagiato, interminabile come quello del fiume lì sotto.
Attraversato il ponte. Mi trovo sulle strisce ferma grazie all'omino rosso del semaforo che fisso impaziente. Verde. Attraverso pensando a ciò che ammiravo pocanzi, al flusso dei miei pensieri che non finisce al senso della mia vita che scorre, si snoda nel tempo. Una piccola freccia lanciata nel telone di questo Tempo. Perchè la vita per quanto ci sembri così lunga, è pure fatta di attimi.