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sabato, 10 dicembre 2005

Riflessioni di "buon ora”

 

 

Apro gli occhi. Il sorriso tenero di mia mamma. Il notiziario alla TV, la pubblicità alla Radio in mia camera..“Goodmorning Cairo, wake-up call…”. Risate e volti che si trascinano dal sogno al mio mattino. La corsa per fare in “tempo”. L’acqua fresca sul volto che lo leviga dai pesi dell’ieri. Lo sguardo mio perso nello specchio. Le centomila cose da fare in giorno: l’autobus, mia amica che non “ho fatto in tempo” per chiamare ieri, gli studenti, la banca, mio fratello, mia amica che sta lontano e presto torna, il cellulare non ancora acceso per controllare se mentre dormivo qualcuno in una parte del mondo mi voleva contattare, mio papà che mi sta chiamando “per fare in tempo” a mangiare e fare colazione per bene prima di scappare.

Ce la faccio: mangio, prego, mi vesto, un pò di trucco, abbracciati stretti i libri, corro. Troppo lento l’ascensore per il mio “ritmo”. Esco dal portone del palazzo come da un tunnel, e mi trovo tutta lì, all’aperto, con in faccia le carezze del vento. mi fermo un attimo, mi piacerebbe fermarmi di più ma di “tempo” non ce ne è parecchio per indugiarmi a contemplare. Corro. Il rumore dei miei passi non lineari, obliqui quasi salterelli disrodinati. Gli occhi rivolti al viale là “Ho perso l’autobus o non è ancora passato!”. Di nuovo la pellicola del sogno, del non tempo che mi pervade. Ansiosa guardo l’orologio, non è molto tardi, vuol dire che l’autobus non l’ho perso e che di sogni me ne posso permettere ancora una manciata. Mi spia il sole che a tratti si fa vedere da dietro le nuvole, da fra i palazzi accatastati. In un batter d’occhio non sono quella ferma lì ad aspettare l’autobus, non sono Marwa di Qui e Ora. Sono un’altra (magari anche me stessa ma nel futuro, cresciuta, cambiata che si ricorda quei giorni “lontani”. E lo fa con pacatezza, benevolenza tipica del ricordo. Chissà perchè tutto quando si ricorda è bello, sa di gioia e tenerezza. Uno strano candore avviluppa i miei ricordi anche di volti che non ho mai amato o diciamo che appartengono a persone che mi hanno fatto stare non molto bene. Comunque ora che li ricordo, io Marwa sulla fermata, sono buoni, sono ameni non mi possono più ferire essendo lontani e essendo io da loro lontana: sono Qui e Ora!!!

postato da: verginia alle ore 00:19 | link | commenti (23)
categorie: riflessioni
venerdì, 02 dicembre 2005

Chiudo gli occhi per vedere, per sognare
Per ammettere e negare
ciò che nel giorno sentii annegare
nel mare dei miei pensieri
nel labirinto dei miei amori.

Tanti amori ho
nel mio piccolo grande cuore
che va dall’ansia alla verità
dalla bugia alla realtà
Eppure mai si stanca
Cammina ancora e corre là
Pieno/vuoto
Indebolito e fortificato
Legato
al suo stesso passato
Aperto
all’ignoto
Ansimando a perdifiato


 

postato da: verginia alle ore 18:41 | link | commenti (8)
categorie: versi, pensieri vibranti