Beauty
"I guess I could be pretty pissed of about what happened to me... but it's hard to stay mad, when there's so much beauty in the world.
Sometimes I feel like I'm seeing it all at once, and it's too much, my heart fills up like a balloon that's about to burst...
And then I remember to relax, and stop trying to hold on to it, and then it flows through me like rain
and I can't feel anything but gratitude for every single moment of my stupid little life..."
da "American Beauty"


A thought went up my mind to-day
That I have had before,
But did not finish, some way back,
I could not fix the year,
Nor where it went, nor why it came
The second time to me,
Nor definitely, what it was,
Have I the Art to say.
But somewhere in my Soul, I know
I've met the Thing before;
It just reminded me - t'was all -
And came my way no more.
Emily Dickinson
(1830-1886)
Walt Whitman

Song of Myself
(2)
Houses and rooms are full of perfumes, the shelves are crowded with perfumes,
I breathe the fragrance myself and know it and like it,
The distillation would intoxicate me also, but I shall not let it.
The atmosphere is not a perfume, it has no taste of the distillation, it is odorless,
It is for my mouth forever, I am in love with it,
I will go to the bank by the wood and become undisguised and naked,
I am mad for it to be in contact with me.
The smoke of my own breath,
Echoes, ripples, buzz'd whispers, love-root, silk-thread, crotch and vine
My respiration and inspiration, the beating of my heart, the passing of blood and air through my lungs,
The sniff of green leaves and dry leaves, and of the shore and dark color'd sea-rocks, and of hay in the barn,
The sound of the belch'd words of my voice loos'd to the eddies of the wind,
A few light kisses, a few embraces, a reaching around of arms,
The play of shine and shade on the trees as the supple boughs wag,
The delight alone or in the rush of the streets, or along the fields and hill-sides.
The feeling of health, the full-noon trill, the song of me rising from bed and meeting the sun.
Have you reckon'd a thousand acres much? have you reckon'd the earth much?
Have you practis'd so long to learn to read?
Have you felt so proud to get at the meaning of poems?
Stop this day and night with me and you shall possess the origin of all poems,
You shall possess the good of the earth and sun, (there are millions of suns left,)
You shall no longer take things at second or third hand, nor look through the eyes of the dead, nor feed on the spectres in books,
You shall not look through my eyes either, nor take things from me,
You shall listen to all sides and filter them from your self.
!PARADOSSI!
Non mi intendo di politica, nè mi piacerebbe farlo. Una cosa sola capisco: che io odio il sangue, la Guerra, la violenza; odio ammazzare persone innocenti in nome di non so quali “nobili fini”. Ieri negli attentati di Amman, fra le tante vittime, è morto anche un regista siriano (Mustafa al Akkàd) in albergo ad accogliere la figlia (morta pure lei) per attendere alla cerimonia di matrimonio che finì per essere un concerto di violenza e di morti. Non riesco ancora a togliermi dagli occhi flash di persone serene, sorridenti, felici, prese dalla dolce tensione che domina l’aria dei matrimoni; al bianco dell’abito di sposa che minuti dopo è stato macchiato di sangue. A questo uomo, uno fra tanti, che abbracciava con tenerezza la figlia e che pochi minuti dopo non c’era più.
Sono arrabbiata di quella stessa rabbia che mi ha colpita, amareggiata per gli attentati a Londra, per la morte di Calipari. Mi ricordo ancora della lettera che scrissi quel giorno a mio amico (italiano). Frasi piene di rabbia, di dolore, di risentimento per il sangue di un uomo INNOCENTE che altro non fece che SALVARE un suo simile, e soprattutto risentimento per l’assurdità delle pseudo-interpretazioni USA d’allora (di sempre). Quel giorno lì, dissi a mio amico che non sapevo nemmeno perchè gli stavo scrivendo: sentivo solo la voglia di COMUNICARE, volevo sentire o come provare a me stessa che nonostante l’atrocità e la follia che stanno devastando il mondo, ancora l’umanità dei nostri rapporti esiste, sopravvive.
Amarmente ridicolo è pensare come gli uomini oggi, alla faccia di secoli e secoli di Storia, di Filosofia, si siano così ridotti nel loro modo di capirsi, di reagire ammazzandosi l’un l’altro in nome di ideali che ammesso a fatica che esistano sul serio, questo sarà tutto altro che il modo giusto per realizzarli, per “istituirli” nel mondo. Quando le truppe USA si erano “stabilite” in Iraq, ho letto una frase che veramente mi è rimasta impressa: “Fare Guerra per la Pace è come fare l’amore per la verginità”, davvero mi fa un certo effetto!!
Un pò di me
È da quando ho aperto il blog che vi volevo raccontare un pò di me ma forse per mancanza di tempo non ci riuscivo o forse anche e soprattutto per la mia indecisione cosa scrivere! Non ho mai provato a raccontarmi (e in pubblico!) e poi considerando il fatto che la comunicazione virtuale è molto diversa dal reale… A me piace scrivere ma per me contano E MOLTO gli sguardi, il tocco, il tono della voce insomma quel vedere e frequentare le persone “dal vivo”. Così tutte queste idee finivano per vanificare ogni mio tentativo di scrivervi prima. Oggi però ho deciso di parlarvi senza nessuna intenzione predeterminata, nessun tema preciso, mettendo fine alla mia indecisione, proverbiale orami;) e sperando di farvi conoscere qualcosa di me.
Allora, io vivo al Cairo. Niente di strano nè esotico nè sorprendente: sono egiziana di genitori egiziani di nonni egizi;) E sono ben 24 anni che ci vivo ma accumulate alle esperienze altrui, alle riflessioni e sensazioni che mi hanno regalato molte persone penso che ammontino tranquillamente a 80!! Ecco una prima caratteristica che ho: mi son sempre sentita più grande dei miei coetanei, volete per il mio carattere un pò particolare che non trovava mai soddisfazione o piacere in ciò che assiduamente facevano i miei coetanei e intendo per questo le cose più semplici normali tipo le uscite, certi film visti al cinema, gli autori che leggevano addirittura il modo di vestirsi di truccarsi. Il che mi ha dato, da sempre, l’impressione di sentirmi diversa. Finchè finito il liceo (scientifico) con voti altissimi, tutti pensavano – e ad un giorno c’ho creduto anch io – che mi sarei senza il minimo dubbio iscritta a medicina. Bè qui il sistema universitario è un pò diverso: gli studenti vengono “distribuiti” alle facoltà semplicemente a seconda del punteggio degli esami di maturità e avendo la sottoscritta ottenuto uno bello gosso avrebbe potuto fare medicina, facoltà che ovviamente richiede uno dei punteggi più alti. Ma ancora una volta la diversità mia connaturata: scelsi di iscrivermi a lingue e vi giuro senza esitazione, senza dubbi non dando retta a tutti quanti mi circondavano e mi riempivano le orecchie con discorsi tipo “Che te ne farai tu delle lingue, sicuramente la medicina ti assicura un futuro professionale migliore!!” Ma fui irremovibile. E nel maggio del 1998 mi iscrissi a lingue, dipartimento italianistica. Una bella scelta di cui non mi son mai pentita dopo e che, volentieri, ha influenzato arricchendola la mia vita e lo sta facendo tuttora.
Quindi vita studentesca e professionale cominciata all’insegna della diversità. Non so ma ho sempre seguito i miei presentimenti. Qualcosa dentro mi portava mi spingeva addirittura a studiare questa lingua. Una strana forza e determinatezza mi hanno fatto compagnia per tutti e quattro anni dell’università. Anche se di problemi non è che non ne abbia avuto, pensate un pò che il primo anno non ho ottenuto i risultati che mi aspettavo e son rimasta veramente male ma non mi son lasciata vincere dalla disperazione, non ho gradito l’idea di tornare indietro e di cambiare facoltà. Ancora dentro la setivo quella voce che mi assicurava e mi invitava a non mollare anche perchè vedevo nell’altra opzione qualcosa di normale, di ordinario. Parola che ho sempre detestato. Odio pensare che la nostra vita deve seguire le orme degli “antenati”, di percorrerne gli stessi percorsi, di lasciarsi “foggiare” nel tempo ai modelli comuni di persone come tante che conducono una vita come tante. Ecco cosa volevo non fare: una vita come tante. Forse qualcuno di voi si sta chiedendo del geniale che ho fatto bè ovviamente non si tratta di scelte superumane ma che abbiano un che di originale, di nostro, in ultima analisi. Mi son sempre meravigliata della gente che non si lascia nemmeno per una volta in vita sua provare qualcosa di nuovo – non dico di farsi salti mortali ci mancherebbe tutto nella vita può e deve essere misurato – ma di uscire dal binario dell’ordinario. Ma non è che grazie alle ambizioni diverse che son nate molte invenzioni, si son costruite le sette meraviglie del mondo?
"Sto seduto. Fantastico. E brame e sensazioni
portai nell'Arte mia - appena intravveduti
visi, vaghi contorni; di non compiuti amori
poche memorie labili. A lei voglio concedermi.
Forme della Beltà delinea, esperta; e colma
tutta la vita, quasi inavvertitamente:
associa percezioni, associa le giornate."
Portai nell’arte mia
Konstandinos Kavafis
(Alessandria d’Egitto 1863 – 1933)
Un tocco di Fede
Oggi è l’ultimo giorno di Ramadàn. Domani si festeggia il piccolo Bayram. Per tale occasione, ho pensato di condividere con voi un pò del mio mondo. Vi ho riportato una parte della preghiera che si suol recitare a fine lettura del Testo Sacro musulmano, il Corano. Sempre modestamente tradotta dalla sottoscritta.
Dio, Concedimi della tua Carità quanto ne ho lette delle tue Parole
Fai del Corano la mia Guida, la mia Luce
Dio fai che io ne Ricordi ciò che Dimenticai,
Che Capisca quel che ci Ignorai
Concedimi la Grazia di Leggerlo giorno e notte
E fanne per me Ragion
Dio, Concedimi il Meglio nella Fede
Nel Passaggio Terrestre in cui Vivo
Nell’Aldilà dove, un Giorno, Ti Vedo
Fai che nella Vita, per me si Aumenti sempre il Bene
E con la Morte Riposi da ogni Male
Dio rendi i miei Migliori giorni gli Ultimi
Le mie Migliori opere le Ultime
Il mio Miglior Giorno quello in cui Ti Vedo
Dio, Ti chiedo una Vita Digniotsa
Una Morte Serena
Un Incontro con Te non Vergognoso
Dio Ti chiedo le Migliori Cose
Le più Sincere Preghiere
Il Miglior Successo… Il Miglior Sapere
Il Miglior Operato… Il Miglior Riconoscimento
La Miglior Vita… La Miglior Morte
Dio, fai che la Fede non mi Abbandoni mai
Che nel Bilancio il mio Bene prevalga sul Mal
Che io metta in Pratica la Fede che Ho nel Cuor
Che io sia da Te nei Posti Supremi
Accogli le mie Preghiere
Perdona i miei Peccati
E Concedimi i Miglior Gradi del Ciel
Amen